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De Bellis Multitudinis: DBM

DBM (acronimo per De Bellis Multitudinis) è uno dei regolamenti più usati per il periodo antico e medievale. Edito dal WRG, è stato scritto da Phil Barker e Richard Bodley Scott, e raccoglie l’eredità dei precedenti e famosi regolamenti per l’antico del WRG.

Il meccanismo di DBM è originale nel senso che privilegia la semplicità di gioco: si usa un solo tipo di dado, combattimento e tiro funzionano allo stesso modo, non c’è bisogno di tenere alcuna registrazione delle mosse o degli ordini ne di usare segnalini per indicare lo status delle unità. Gli effetti del combattimento sono registrati semplicemente togliendo degli elementi (distrutti), o facendoli arretrare o fuggire. Non vi è una definizione precisa delle unità: ciascun elemento (rappresentato da una basetta larga 4 cm e di diversa profondità, con un numero di soldatini/modelli variabile da 1 a 4) combatte “per se”, eventualmente aiutato o supportato da altri elementi amici al suo fianco o dietro di lui. La capacità di movimento e combattimento è definita all’inizio della mossa da dei lanci di dado, che determinano il numero di punti iniziativa (PIP) per la mossa. Gli elementi in contatto di basetta possono muovere tutti insieme al costo di un solo PIP, ma muovere un singolo elemento costa pure un PIP; manovre più complesse o effettuate da truppe poco addestrate costano PIP aggiuntivi. Questo approccio, che all’inizio può disorientare il neofita abituato a manovrare unità la cui composizione è fissa, rende piuttosto bene in questo periodo storico dove parecchi eserciti sono composti da masse di truppe irregolari. Anche la miglior unità di legionari dopo qualche turno di combattimento si ritrova a perdere la coesione tra i suoi elementi, a causa degli arretramenti e delle perdite, obbligandola a consumare più PIP, il che simula piuttosto bene il disordine senza bisogno di segnalini o di registrazioni.

Il meccanismo del gioco si basa sulla definizione delle truppe, che sono classificate in una serie di tipologie in funzione delle caratteristiche del loro armamento e di come combattevano. Si va dai “cavalieri”, cavalleria che cerca l’urto col nemico ed il cui impatto risulta spesso decisivo causando la rotta di un nemico sconfitto o il proprio annientamento per l’impossibilità di sganciarsi dal combattimento, alle “lame”, fanteria addestrata al combattimento ravvicinato come i legionari, o alle “warband” cui fanno capo le orde barbare impetuose ma poco organizzate, e tanti altri.

Anche se più sopra il regolamento è stato definito “semplice”, in pratica per essere giocato bene necessita di parecchia pratica, per capire bene le diverse interazioni tra le truppe; il modo in cui il regolamento è scritto non aiuta. Alcuni giocatori di lingua inglese sostengono che vada tradotto dal “barkerese” all’inglese, ci si può immaginare quanto sia agevole tradurlo in italiano.

DBM adotta un sistema a punti per la composizione degli eserciti e si avvale di 4 libri di army list molto completi e dettagliati. Questo insieme ad un sistema di definizione casuale del tavolo di gioco, delle condizioni atmosferiche ecc. ne fa un perfetto regolamento da torneo. Si tengono infatti regolarmente tornei e competizioni sia a livello europeo che italiano.

Ultimamente Phil Barker sta lavorando ad una rivisitazione del DBM, denominata DBMM (De Bellis Magistrorum Militum), che, oltre a risolvere alcune incongruenze nelle interazioni tra le truppe che sono state rilevate da quando è uscita l’ultima edizione di DBM (3.0), è soprattutto scritto finalmente in modo molto più leggibile, facendo ampio uso di liste puntate e di esempi. DBMM è in fase di testing e ci si attende la pubblicazione per la fine del 2005 / primi del 2006.

 

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